Napoli è “una terra di visionari indisciplinati che affronta la vita con passione e personalità”: è questa la presentazione del manifesto di EDIT Napoli, la prima fiera di design d’autore che ha voluto proprio la città partenopea per fare il suo debutto dal 7 al 9 giugno 2019.

Nella suggestiva atmosfera del Complesso di San Domenico Maggiore, 60 espositori tra designer, talenti emergenti, autori indipendenti, aziende italiane e artigiani campani, selezionati dalle curatrici e ideatrici del progetto Domitilla Dardi ed Emilia Petruccelli, si sono incontrati per esplodere la loro creatività a 360° e far nascere nuove collaborazioni tra creativi e produttori.

“Napoli ha una ricca storia di artigianato e di industria locale, una prestigiosa scena artistica contemporanea e una vivace comunità di collezionisti e istituzioni culturali progressive” hanno spiegato le curatrici. E allora quale miglior luogo se non questa metropoli per inaugurare una manifestazione all’insegna della creatività?

Tra i prodotti esposti si sono viste tante aziende italiane come De Castelli, Bitossi Ceramiche, Lithea, Ghidini1961, oltre a una serie di opere realizzate in esclusiva per EDIT Napoli, e da questo melting pot sono nati tanti sodalizi diversi: Gum Design con Alfaterna Marmi, Elisa Ossino con Nesite, Daniele Della Porta con B Beds 1967, BCXSY con Laboratorio Morseletto per citarne alcuni.

EDIT Napoli però non è stata “solo” una manifestazione di design, ma si è dimostrata piuttosto un luogo di grande fermento culturale, che ha promosso iniziative diverse. Prima fra tutte, il programma di Design in Residence nato nell’autunno del 2018 che ha visto tra i protagonisti nomi come Reinaldo Sanguino, designer venezuelano che ha firmato una serie di vasi con Ceramiche Fes, il duo creativo italiano Faberhama che ha disegnato insieme a Negri & Za.Ma una linea di tessuti decorati in seta, o Khaled El Mays, designer libanese che ha realizzato una collezione di sgabelli in metallo, vetro e cuoio insieme agli artigiani dei Quartieri Spagnoli. Un bel progetto, che vedrà tutte le collezioni realizzate insieme agli artigiani campani in vendita a livello internazionale con il marchio Made in EDIT.

Da non dimenticare anche la collaborazione con PPPattern che ha coinvolto l’artista napoletana Resli Tale nella creazione di un tavolo da ping pong nel cortile del Complesso, mentre Pamono, piattaforma e-shopping nel design vintage e d’autore, ha presentato la mostra Indie Rock: The New New Wave, ispirata al movimento radicale Memphis.

Il ricco programma culturale dell’evento ha offerto anche diversi spunti sul tema del food: il critico Marco Petroni ha curato gli EDIT Talks, due tavole rotonde che partendo dal rito del caffè e dalla cucina partenopea hanno esplorato la relazione tra food e design, mentre con la piattaforma EDIT Table by Food Confidential Nerina Di Nunzio ha cercato di promuovere l’incontro tra professionisti del mondo della ristorazione e dell’hôtellerie con designer, artigiani e aziende.

Design d’autore, tradizione artigianale, innovazione creativa e spunti culturali: EDIT Napoli ha offerto tutto questo, in una commistione intelligente e stimolante di stili, tendenze e visioni, che ben rispecchia lo spirito della città partenopea.

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